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Vertiv: l'azienda che tiene fresca l'AI

Un condizionatore costruito in un garage dell'Ohio e un'azienda di Piove di Sacco: la storia di Vertiv, che oggi vende l'energia e il raffreddamento dei data center dell'intelligenza artificiale, i suoi conti, il polo veneto e i dubbi sul prezzo del titolo.

Vittorio Maria Ferretti12 min di lettura
Armadi di server in una sala macchine, con le spie blu, rosse e verdi dei dischi accese

All'inizio del 1965 Ralph Liebert, titolare di una piccola azienda di refrigerazione di Columbus, in Ohio, porta a Chicago un condizionatore costruito nel suo garage per mostrarlo all'IBM. Il problema che vuole risolvere è semplice da spiegare e difficile da risolvere: nelle sale piene di mainframe fa un caldo che l'aria condizionata normale non regge, e serve controllare temperatura e umidità con una precisione mai tentata prima. IBM ne riconosce il potenziale e lo aiuta a organizzare la presentazione a una fiera dell'informatica a Philadelphia. Pochi mesi dopo nasce la Liebert Corporation. L'anno prima, dall'altra parte dell'oceano, a Vigorovea, una frazione di Piove di Sacco vicino a Padova, tre fratelli, Claudio, Giuliano e Vittorio Rossi, avevano aperto un'azienda con in testa lo stesso identico problema. Sessant'anni dopo quelle due storie sono finite nella stessa azienda, e il problema è diventato enorme: oggi non c'è più da raffreddare un mainframe, ma i data center dove viene addestrata l'intelligenza artificiale. Ma quindi chi tiene fresca l'intelligenza artificiale?

Le origini: due storie di condizionatori

La storia americana parte da Ralph Liebert, arrivato a Columbus da Cincinnati con la famiglia, pochi soldi e una cassetta degli attrezzi. Nel 1946 fonda la Capitol Refrigeration Industries, che vive installando impianti di un grande marchio di condizionatori. Nel suo garage, però, costruisce qualcosa di diverso: un condizionatore di precisione pensato per le sale macchine. Dopo la presentazione del 1965, alla fine di quell'anno nasce la Liebert Corporation, dedicata a un mercato nuovo e in crescita rapidissima, quello che oggi si chiama CRAC, computer room air conditioning. L'azienda cresce, entra nella distribuzione elettrica con gli UPS (i gruppi di continuità che tengono in vita i computer durante un blackout) e nel 1981 si quota al Nasdaq. Nel 1987 Emerson Electric la compra con uno scambio di azioni da circa 430 milioni di dollari, secondo quanto riportò all'epoca il New York Times.

L'ingresso di un edificio basso con l'insegna Liebert sulla facciata e grandi vasi di legno con piccoli abeti davanti alla porta L'ingresso della Liebert Corporation, in una diapositiva conservata dalla biblioteca pubblica di Columbus. Con Emerson l'azienda diventerà Emerson Network Power, e poi Vertiv.

La storia italiana parte da Claudio Rossi, ingegnere nato proprio a Piove di Sacco nel 1929. Nel 1964, insieme ai fratelli Giuliano e Vittorio, fonda a Vigorovea la Hiross, specializzata anche lei in refrigerazione e condizionamento di precisione. L'azienda diventa il perno di quello che in zona viene chiamato il distretto del freddo: decine di aziende della Saccisica, l'area intorno a Piove di Sacco, lavorano nella stessa filiera. Secondo il Mattino di Padova, il distretto ha garantito al Veneto il primato europeo per concentrazione di aziende del settore, con una produzione pari a quasi il 60% del totale. Emerson compra anche Hiross, nel 1998, e la fa confluire nella stessa divisione di Liebert.

Da Emerson a Vertiv: la nascita dell'azienda di oggi

Nel 2000 Emerson mette insieme Liebert, Hiross e le altre acquisizioni fatte nel frattempo, a cui si aggiungeranno Knürr nel 2006, Avocent nel 2009 e il gruppo britannico Chloride nel 2010, sotto un unico marchio, Emerson Network Power. Per anni resta una divisione interna di un grande conglomerato industriale, senza un'identità propria in borsa.

Il cambio arriva nel dicembre 2016: il fondo di private equity Platinum Equity compra Emerson Network Power per oltre 4 miliardi di dollari e la ribattezza Vertiv, con Emerson che mantiene una piccola quota. Il ritorno sui mercati non passa da una quotazione classica ma da una SPAC, una società-veicolo quotata apposta per fondersi con un'azienda privata: GS Acquisition Holdings Corp, guidata da Goldman Sachs e presieduta da David Cote, ex amministratore delegato di Honeywell. La fusione viene completata il 7 febbraio 2020 e il 10 febbraio Vertiv debutta al New York Stock Exchange con il ticker VRT.

I primi due anni da azienda quotata non sono facili: il debito ereditato dall'acquisizione di Platinum Equity e i problemi di approvvigionamento del periodo pandemico spingono il titolo fino a un minimo di 8,21 dollari nel 2022. Poi arriva l'esplosione della domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, e il 2023 si chiude con un rialzo del titolo di circa il 250%. Da gennaio 2023 l'amministratore delegato è Giordano Albertazzi: italiano, laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, un master a Stanford, entrato in Emerson Network Power nel 1998 dopo un passaggio in Kone. Ha fatto tutta la trafila, da responsabile di stabilimento a presidente per le Americhe, fino alla poltrona più alta.

Cosa fa oggi Vertiv

Vertiv non produce i chip che fanno girare l'intelligenza artificiale, né i modelli che ci girano sopra. Fa qualcosa di più simile a un impianto idraulico ed elettrico su scala industriale: costruisce e vende l'energia e il raffreddamento che tengono in vita i data center. Il catalogo si divide in tre aree: gestione dell'energia (gruppi di continuità, quadri elettrici e sistemi di distribuzione, rafforzati dall'acquisizione da 1,8 miliardi di dollari di E+I Engineering nel 2021), gestione termica (il cuore storico ereditato da Liebert e Hiross, oggi sempre più concentrato sul raffreddamento a liquido) e software di gestione e monitoraggio, basato in parte sulla tecnologia di Avocent.

Perché i chip dell'intelligenza artificiale scaldano così tanto

Un server tradizionale si raffreddava con l'aria: ventole, corridoi caldi e freddi, condizionatori di sala. Le GPU usate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale concentrano invece in poco spazio una potenza elettrica, e quindi un calore, che l'aria da sola non riesce più a smaltire in modo efficiente oltre una certa densità. La soluzione che si sta imponendo è il raffreddamento a liquido diretto sul chip: un liquido refrigerante scorre in piastre a contatto con il processore e porta via il calore molto meglio dell'aria. È il motivo per cui Vertiv, negli ultimi tre anni, ha comprato una società dopo l'altra in questo campo: la britannica CoolTera nel dicembre 2023 e l'americana Strategic Thermal Labs nell'aprile 2026.

Vista dall'alto del tetto di un grande data center coperto da file di impianti di raffreddamento con decine di ventole, accanto a una fila di generatori Il tetto di un data center nell'area di Phoenix, in Arizona, fotografato nel novembre 2025: file di impianti di raffreddamento e generatori di emergenza, le due cose che Vertiv vende.

Il Veneto nel cuore del gruppo: Tognana e ThermoKey

In Italia, quando si scrive "vertiv" su Google, il primo suggerimento è "vertiv piove di sacco". Il motivo è che lì, nella frazione di Tognana, c'è quello che era lo stabilimento storico di Hiross, oggi uno dei poli europei del gruppo: 422 dipendenti, in gran parte impegnati in ricerca e sviluppo e nella produzione dei sistemi di raffreddamento, con un centro dove i clienti possono vedere collaudare dal vivo le proprie apparecchiature. È qui che Vertiv sviluppa i moduli prefabbricati della piattaforma OneCore, pensati per essere assemblati rapidamente nelle nuove "fabbriche di intelligenza artificiale": secondo l'azienda, l'obiettivo è tagliare fino alla metà i tempi di realizzazione di un data center di questo tipo.

Nel giugno 2026 il gruppo ha aggiunto un secondo tassello nel nord-est, questa volta in Friuli-Venezia Giulia: l'acquisizione di ThermoKey, azienda di Rivarotta, vicino a Udine, specializzata in dry cooler e scambiatori di calore per refrigeranti a basso impatto ambientale, con circa 320 dipendenti. L'amministratore delegato Giuseppe Visentini, che resta alla guida anche dopo l'acquisizione, ha detto che con Vertiv porteranno quelle competenze nel mondo restando in Friuli. Due aziende diverse, due regioni diverse, la stessa scommessa: che il nord-est italiano resti uno dei posti dove si progetta il raffreddamento dei data center.

Come guadagna, e quanto

Nel 2025 Vertiv ha fatturato 10,23 miliardi di dollari, il 27,7% in più dell'anno precedente, con una crescita organica (cioè al netto di acquisizioni e cambi) del 26%. Il dato che più segnala la direzione del business, però, è il portafoglio ordini: a fine 2025 vale 15 miliardi di dollari, più del doppio (+109%) rispetto a un anno prima. Nel solo quarto trimestre 2025 il rapporto tra nuovi ordini e fatturato è stato di circa 2,9 volte: per ogni dollaro fatturato, quasi tre dollari di nuovi ordini.

Il 2026 ha proseguito sullo stesso passo. Nel secondo trimestre le vendite sono state di 3,27 miliardi di dollari, il 24% in più anno su anno (18% di crescita organica), con un margine operativo rettificato salito al 22,6%, oltre quattro punti in più rispetto a un anno prima, e un flusso di cassa libero rettificato più che triplicato, a 925 milioni di dollari. Dopo questi risultati l'azienda ha alzato le previsioni per l'intero 2026: fatturato attorno ai 14 miliardi di dollari, con una crescita organica del 31%. Albertazzi ha descritto la domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale come in continua intensificazione, con installazioni sempre più complesse.

C'è poi un fronte nuovo su cui Vertiv si sta muovendo con la stessa aggressività: l'energia. Costruire un data center per l'intelligenza artificiale oggi significa spesso aspettare anni solo per l'allacciamento alla rete elettrica. Il 2 settembre 2026 Vertiv ha annunciato l'accordo per acquisire UtilityInnovation Group, specializzata in microreti e sistemi di energia installati direttamente presso il data center: 1,45 miliardi di dollari alla chiusura, più fino a 1,15 miliardi legati al raggiungimento di obiettivi di redditività nei 12 e 24 mesi successivi, per un massimo di circa 2,6 miliardi. La chiusura è prevista nel quarto trimestre 2026 ed è soggetta alle autorizzazioni delle autorità. L'idea è vendere ai clienti non solo il raffreddamento, ma anche un modo per avere la corrente prima.

Il titolo in borsa

Vertiv è quotata al New York Stock Exchange con il ticker VRT e dal 23 marzo 2026 fa parte dell'indice S&P 500. Dal minimo di 8,21 dollari del 2022 il titolo è salito quasi senza soste insieme alla corsa agli investimenti nell'intelligenza artificiale, fino a toccare, nell'ultimo anno, un massimo di 379,94 dollari. Al 25 settembre 2026 chiude però a 253,28 dollari, circa un terzo sotto quel massimo, per una capitalizzazione di circa 97,5 miliardi di dollari. Il rapporto prezzo/utili resta alto, intorno alle 57 volte, e secondo la media raccolta da StockAnalysis l'obiettivo di prezzo medio degli analisti a fine settembre era di circa 338 dollari.

I dubbi da tenere a mente

Il primo è lo stesso che accompagna tutta la filiera dell'intelligenza artificiale: la crescita di Vertiv dipende dal fatto che i grandi operatori di data center continuino a investire ai ritmi attuali. Un portafoglio ordini da 15 miliardi di dollari è una garanzia solo finché quegli ordini non vengono rallentati o cancellati.

Il secondo è la concorrenza, che si muove esattamente sullo stesso terreno. Schneider Electric, gruppo molto più grande e diversificato, nel 2024 ha comprato il 75% dell'americana Motivair per 850 milioni di dollari proprio per rafforzarsi nel raffreddamento a liquido. Eaton ha fatto una mossa ancora più pesante: ha comprato Boyd Thermal per 9,5 miliardi di dollari, operazione chiusa nel 2026, con l'obiettivo dichiarato di offrire ai data center tutto, dalla rete elettrica al chip. È la stessa promessa di Vertiv, fatta da concorrenti con bilanci più grandi.

Il terzo è il ritmo delle acquisizioni. Tra il 2021 e il 2026 Vertiv ha acquisito E+I Engineering, CoolTera, Strategic Thermal Labs e ThermoKey, e a settembre 2026 ha annunciato l'accordo per UtilityInnovation Group. Integrare tutto mentre si cerca di crescere di circa il 30% l'anno non è scontato: è un rischio di esecuzione prima ancora che finanziario.

Il quarto è il prezzo. Anche dopo il calo di fine estate, il mercato paga Vertiv per una crescita che deve continuare per anni, non per trimestri: un rapporto prezzo/utili intorno alle 57 volte lascia poco spazio alle delusioni.

Vertiv ha passato sessant'anni a raffreddare macchine sempre più assetate di energia: prima i mainframe di IBM, oggi i chip che addestrano i modelli di intelligenza artificiale. Le due aziende da cui è nata, una in Ohio e una in Veneto, sono partite a un anno di distanza per risolvere lo stesso identico problema. Il boom dell'intelligenza artificiale durerà abbastanza da giustificare il prezzo di oggi?

Le informazioni contenute non costituiscono consulenza finanziaria: prima di qualsiasi decisione di investimento, valuta la tua situazione personale o rivolgiti a un consulente abilitato. I dati di borsa citati sono aggiornati al 25 settembre 2026 e possono cambiare rapidamente.

Crediti immagini
  • Copertina: "NOIRLab HQ Server Racks (6V6A0395-CC).jpg" di NOIRLab/NSF/AURA/T. Slovinský, via Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0. Ritagliata e ridimensionata.
  • Nel testo: "Liebert Corporation - DPLA - 2f49cabd753660f24720aca0f5ef8e1e.jpg" di David E. Lucas, Columbus Metropolitan Library, via Digital Public Library of America e Wikimedia Commons, pubblico dominio (No Copyright - United States). Ritagliata e ritoccata nei toni.
  • Nel testo: "Data center roof.jpg" di Rsparks3, via Wikimedia Commons, licenza CC0. Ridimensionata.
Fonti
  • Vertiv Holdings Co. — Fourth Quarter and Full Year 2025 Results (11 febbraio 2026, depositato presso la SEC) e Second Quarter 2026 Results (agosto 2026).
  • Vertiv — comunicati su UtilityInnovation Group (2 settembre 2026), ThermoKey (12 giugno 2026), Strategic Thermal Labs (aprile 2026) e CoolTera (dicembre 2023); pagina biografica di Giordano Albertazzi.
  • Vertiv e Business Wire — "Vertiv Lists on the New York Stock Exchange Following Business Combination with GS Acquisition Holdings Corp", 10 febbraio 2020; comunicato Vertiv sulla vendita di Emerson Network Power a Platinum Equity (2016).
  • Ironton Tribune — "Company will build air control equipment", 28 marzo 2000: la nascita di Liebert.
  • HandWiki — "Liebert", con la citazione del New York Times sull'acquisizione di Emerson del 1987.
  • Il Mattino di Padova — "Una via intitolata a Claudio Rossi, ha creato la Hiross", 10 gennaio 2012.
  • Il Nord Est — "Vertiv trasforma il polo veneto nell'hub europeo delle AI factory".
  • Il Friuli — "Dal Friuli ai data center AI: ThermoKey entra nel gruppo Vertiv".
  • S&P Dow Jones Indices — annuncio del ribilanciamento dell'S&P 500, 6 marzo 2026.
  • StockAnalysis.com — quotazione, capitalizzazione e consenso degli analisti al 25 settembre 2026.
  • Macrotrends — storico del titolo 2020-2023.
  • Eaton — comunicato sul completamento dell'acquisizione di Boyd Thermal (2026).
  • Schneider Electric e Motivair — comunicati sull'acquisizione della quota di controllo (2024).
  • data center
  • intelligenza artificiale
  • raffreddamento a liquido
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  • Veneto
  • S&P 500
  • NYSE

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