Alla fine del 1993 un giovane fisico sta preparando il giro del mondo in barca a vela: "Avevo già trovato gli sponsor. Cercavo la barca". Poi Carlo Rubbia, premio Nobel, gli propone di entrare nel suo gruppo, e lui al viaggio rinuncia. Quasi trent'anni dopo, in barca a vela ci sale davvero: in mezzo al Pacifico scrive una mail ai suoi contatti, e in pochi giorni la sua startup, appena nata, raccoglie 100 milioni di euro da investitori privati. Quella startup è Newcleo, vuole costruire piccoli reattori nucleari raffreddati a piombo, e il 22 settembre 2026 è arrivata al Nasdaq dopo una fusione che la valutava circa 2,4 miliardi di dollari. Il giorno dopo, il Senato ha approvato la legge che riapre all'Italia la strada del nucleare, chiusa da un referendum nel 1987. Cosa convince centinaia di investitori a mettere centinaia di milioni di dollari in reattori che ancora non esistono?
Il ragazzo che vendeva libri usati
Stefano Buono nasce ad Avellino nel 1966, l'anno in cui l'Italia è il terzo produttore di energia nucleare al mondo, dopo Stati Uniti e Regno Unito: le centrali di Latina, del Garigliano e di Trino sono entrate in funzione tra il 1963 e il 1965.
Quando lui è in seconda elementare, la famiglia si trasferisce a Torino. Come ha raccontato nel podcast Made IT, i genitori erano impiegati con la terza media e si erano spostati anche per far studiare meglio i figli. Al liceo lavora con il fratello, fotografo pubblicitario, e con quei soldi si paga i primi viaggi da solo.
All'università, Fisica a Torino, si inventa un piccolo commercio di libri usati: li compra, li rivende, e secondo il suo racconto il giro raddoppia ogni anno fino ad arrivare a 3.000 volumi. Gli costa due anni di ritardo sulla laurea.
Il paese che spegne le centrali
Mentre Buono studia, l'Italia cambia idea sul nucleare. Il 26 aprile 1986 esplode il reattore 4 di Chernobyl, nell'allora Unione Sovietica. Un anno e mezzo dopo, l'8 e 9 novembre 1987, gli italiani votano tre referendum sul nucleare e sui quesiti principali circa l'80% dei votanti sceglie lo stop. Tecnicamente i quesiti non vietano le centrali, ma nel giro di pochi anni quelle ancora attive vengono chiuse, da Caorso a Trino, e il cantiere di Montalto di Castro, nel Lazio, si ferma a metà. Nel 2011 un secondo referendum boccia il tentativo di ritorno con oltre il 94% dei voti.
Buono si laurea nel 1991, con una tesi scritta al CERN di Ginevra, il laboratorio europeo di fisica delle particelle. Ed è proprio lì che il nucleare, quello che l'Italia ha appena abbandonato, torna a cercarlo.
La barca che resta in porto
Nel 1993 Rubbia, premio Nobel nel 1984 e fino a quell'anno direttore generale del CERN, presenta un'idea pensata per rispondere ai timori nati dopo Chernobyl: l'amplificatore di energia. Un reattore normale funziona con una reazione a catena che si sostiene da sola e va tenuta sotto controllo. In quello di Rubbia il nocciolo da solo non basta a tenere accesa la reazione: i neutroni mancanti li fornisce un acceleratore di particelle. Spegni l'acceleratore e tutto si ferma. Come combustibile il torio, come refrigerante il piombo fuso, e tra gli obiettivi la trasformazione delle scorie a lunga vita in materiali meno pericolosi.
Alla fine del 1993 Buono è ancora al CERN con una borsa da ricercatore, e Rubbia lo invita nel gruppo che lavora all'amplificatore. Lui abbandona il giro del mondo e resta con Rubbia fino al 2002. Nel 1995 segue il progetto dal centro di ricerca CRS4 di Cagliari e vive su una barca ancorata nel porto. Ha descritto quegli anni come un periodo "quasi monastico, ma estremamente formativo", e di Rubbia dice: "Mi ha insegnato soprattutto ad avere ambizione".
Il Globo della scienza e dell'innovazione del CERN, a Ginevra. Qui Buono scrive la tesi di laurea e lavora con Carlo Rubbia dal 1993 al 2002.
L'amplificatore di energia resta sulla carta: nessun impianto di quel tipo è mai entrato in servizio commerciale. Ma da quel lavoro nasce anche un brevetto, ed è da lì che parte la prima avventura imprenditoriale di Buono.
Cinque volte il prezzo in due anni
Nel 2002 Buono fonda Advanced Accelerator Applications (AAA) per sfruttare un brevetto del CERN, con sede a Saint-Genis-Pouilly, il comune francese attaccato al laboratorio. AAA produce radiofarmaci: medicinali che contengono un atomo radioattivo e che, una volta arrivati alle cellule tumorali, servono a vederle negli esami diagnostici o a colpirle dall'interno.
Per anni è soprattutto un'azienda di diagnostica. Poi arriva la terapia che cambia tutto, Lutathera, contro alcuni tumori neuroendocrini, quelli che nascono dalle cellule che producono ormoni. Il 10 novembre 2015 AAA si quota al Nasdaq: 16 dollari per azione, 75 milioni raccolti. Nel 2017 Lutathera ottiene il via libera europeo e il 30 ottobre Novartis mette sul tavolo 82 dollari per azione, più di cinque volte il prezzo di due anni prima, per un totale di circa 3,9 miliardi di dollari. L'operazione si chiude il 22 gennaio 2018. Quattro giorni dopo arriva anche l'approvazione dell'FDA, l'agenzia americana del farmaco.
Nel venture capital italiano, racconta Milano Finanza, gira un detto: "C'è un mercato che va bene o va male, e poi c'è Stefano Buono". Nel 2018 lui fonda il suo family office, Elysia Capital, e per tre anni prepara la mossa successiva.
Una mail dal Pacifico
La barca a vela, alla fine, se la prende. Ed è in mezzo al Pacifico che scrive agli imprenditori che conosce per proporgli di investire nel nuovo progetto: secondo Milano Finanza, in pochi giorni raccoglie 100 milioni di euro. È il primo round di finanziamento: soldi versati dagli investitori in cambio di quote dell'azienda.
Newcleo viene presentata il 31 agosto 2021 insieme a quel round, annunciato in 118 milioni di dollari: sede a Londra, ricerca a Torino, e tra i primi soci Exor Seeds, il braccio per le startup della holding degli Agnelli-Elkann, la holding LIFTT e il Club degli Investitori di Torino. Con Buono ci sono Luciano Cinotti, responsabile scientifico, ed Elisabeth Rizzotti, direttrice operativa. Lo stesso giorno Newcleo compra Hydromine Nuclear Energy, che aveva già sviluppato progetti di reattori raffreddati a piombo.
Il reattore di Newcleo non è la macchina di Rubbia: non ha acceleratore. È un reattore veloce, cioè che sfrutta neutroni ad alta energia, raffreddato a piombo fuso, che a differenza dell'acqua delle centrali tradizionali lavora a pressione quasi atmosferica. Il combustibile è il MOX, una miscela di ossidi di uranio e plutonio ricavati dal combustibile già usato nelle centrali: è questo che Newcleo intende quando parla di usare le scorie come combustibile. Trent'anni dopo, le due idee di fondo sono ancora quelle del gruppo di Rubbia: il piombo e le scorie.
Come funziona un reattore veloce raffreddato a piombo: il piombo fuso scorre attorno al nocciolo e porta il calore agli scambiatori, da cui parte il circuito che muove la turbina e il generatore. È lo schema generale di questa famiglia di reattori, non il progetto di Newcleo.
Da 100 milioni a mezzo miliardo
All'inizio Newcleo corre. A giugno 2022 raccoglie altri 300 milioni di euro: 400 in meno di un anno. A marzo 2023 lancia un aumento di capitale fino a 1 miliardo di euro con un piano preciso: un primo reattore dimostrativo da 30 megawatt elettrici in Francia entro il 2030, data poi slittata ai primi anni Trenta, e un modello commerciale da 200 megawatt nel Regno Unito entro il 2032, poi spostato negli Stati Uniti. I dipendenti sono circa 200.
Poi la corsa rallenta. Di quel miliardo, a settembre 2024 ne sono arrivati 135 milioni. Il totale raccolto sale a circa 535 milioni, i soci superano quota 700, per il 90% italiani: famiglie come i Petrone e i Malacalza, gestori come Azimut e Kairos. Nel frattempo Newcleo sposta la sede da Londra a Parigi, compra aziende della filiera, come il produttore svizzero di pompe Rütschi e SRS-Fucina, specializzata nei sistemi a piombo liquido, e a fine 2024 supera gli 850 dipendenti, circa 400 in Italia. I ricavi del 2024, circa 70 milioni di euro, arrivano da queste società. I reattori non fatturano nulla.
E la cassa scende: 282 milioni di euro a fine 2023, 190 a fine 2024, 160 ad aprile 2025, con un consumo di circa 13 milioni al mese. La perdita del 2024 è di 110 milioni, il doppio dell'anno prima. Ad agosto 2025 il Sole 24 Ore rivela che PwC, la società di revisione, ha segnalato un rischio concreto per la continuità aziendale: servono nuovi capitali entro dodici mesi e non ci sono impegni firmati. Newcleo ferma le attività nel Regno Unito, il paese dove voleva costruire il primo reattore commerciale. La quotazione, secondo lo stesso articolo, era prevista per il 2027.
La strada per il Nasdaq
La svolta arriva dall'America. Nell'ottobre 2025 Newcleo si allea con la startup nucleare americana Oklo e annuncia di voler investire fino a 2 miliardi di dollari in impianti per il combustibile negli Stati Uniti. Soldi che in cassa non ci sono. Per trovarli serve la borsa, e Buono sceglie quella americana: come ha spiegato a Milano Finanza, per raccogliere capitali e farsi conoscere da quel mercato.
Newcleo però non fa una quotazione classica: passa da una SPAC. Funziona così: una società senza attività si quota in borsa, raccoglie soldi dagli investitori e li tiene da parte finché non trova un'azienda privata con cui fondersi. Con la fusione, l'azienda si ritrova quotata al posto della SPAC. È una strada più rapida, ma ha un difetto: chi ha messo i soldi nella SPAC può chiederli indietro fino a pochi giorni prima della fusione, quindi l'azienda scopre solo alla fine quanti soldi le arriveranno davvero.
A fine maggio 2026 Newcleo annuncia la fusione con la SPAC americana NewHold, che la valuta circa 2,4 miliardi di dollari prima dei nuovi capitali, con fino a 429 milioni sul tavolo. A settembre, alla chiusura, ne arrivano 247: quasi tutti da un gruppo di grandi investitori che si era già impegnato a comprare le azioni a 10 dollari, mentre la gran parte di chi stava nella SPAC si riprende i soldi. Sommando questi 247 milioni ai round privati, dal 2021 Newcleo ha raccolto oltre un miliardo di dollari.
Una parte di quei soldi servirà a crescere negli Stati Uniti. Newcleo sta valutando il sito di Savannah River, in South Carolina, per il suo primo reattore americano, da accendere entro fine 2032, e per una fabbrica di combustibile MOX. Proprio lì, negli anni Duemila, gli Stati Uniti avevano iniziato a costruire un impianto di MOX, cancellato nel 2018 senza essere mai entrato in funzione.
Il 22 settembre Newcleo debutta al Nasdaq con il ticker NWCL, in un momento poco favorevole: come ha fatto notare Buono, le azioni del settore nucleare hanno perso circa il 40% rispetto a quando l'accordo è stato firmato. Il giorno dopo, il 23 settembre, il Senato approva in via definitiva la legge delega sul nucleare: non autorizza nuove centrali, ma incarica il governo di scrivere le regole per tornare a costruirle. Trentanove anni dopo il referendum.
Il titolo in borsa
Newcleo è quotata al Nasdaq con il ticker NWCL. Il primo giorno, il 22 settembre 2026, ha chiuso a 8,15 dollari: il 18,5% in meno dei 10 dollari pagati dai grandi investitori entrati prima della quotazione. A quel prezzo Newcleo valeva in borsa tra i 2,3 e i 2,5 miliardi di dollari, a seconda di quante azioni si contano.
Da qui in avanti contano tre cose. Il prototipo non nucleare del Brasimone, sull'Appennino bolognese, dove il piombo fuso viene scaldato elettricamente per testare i componenti, che dovrebbe essere completato entro fine 2026. Le autorizzazioni per il primo reattore americano. E i soldi: con perdite oltre i 100 milioni l'anno, prima che i reattori producano ricavi serviranno altri aumenti di capitale, e ognuno riduce la fetta di chi ha già le azioni. E a marzo 2027 i vecchi soci, che per ora non possono vendere, saranno liberi di farlo.
Buono ha già fatto una volta il viaggio dal laboratorio al Nasdaq, e quella volta ha quintuplicato il prezzo in due anni. Ma allora il prodotto esisteva ed era a un passo dall'approvazione. Stavolta è un reattore che, nei piani, si accenderà tra sei anni. La domanda è se Newcleo sia la rivincita di un'idea nata al CERN dopo Chernobyl, affidata a un fondatore che questa scommessa l'ha già vinta una volta, o un progetto che dovrà tornare a chiedere soldi alla borsa più volte prima di produrre il primo chilowattora.
Le informazioni contenute non costituiscono consulenza finanziaria: prima di qualsiasi decisione di investimento, valuta la tua situazione personale o rivolgiti a un consulente abilitato.
Crediti immagini
- Copertina: "NASDAQ stock market display.jpg" di bfishadow, via Flickr e Wikimedia Commons, licenza CC BY 2.0. Ritagliata, ridimensionata e ritoccata nei toni.
- Nel testo: "CERN, Genéve (46877471004).jpg" di Torbjorn Toby Jorgensen, via Flickr e Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0. Ridimensionata; la versione modificata è distribuita con la stessa licenza.
- Nel testo: "Lead-Cooled Fast Reactor Schemata.svg", Idaho National Laboratory, versione vettoriale di Beao, via Wikimedia Commons, pubblico dominio. Etichette tradotte in italiano, convertita in immagine.
Fonti
- newcleo e NewHold Investment Corp III — comunicato sulla fusione depositato presso la SEC, 27 maggio 2026; comunicati di newcleo del 21 e 22 settembre 2026.
- Novartis — annuncio dell'acquisizione di Advanced Accelerator Applications, depositato presso la SEC, 30 ottobre 2017.
- Renaissance Capital — il prezzo dell'IPO di Advanced Accelerator Applications, 10 novembre 2015.
- Milano Finanza — il profilo di Stefano Buono (aprile 2025), gli articoli su newcleo (settembre e dicembre 2024), l'intervista a Buono e il debutto al Nasdaq (22 settembre 2026).
- Investing.com Italia — il debutto di newcleo al Nasdaq, 23 settembre 2026.
- Il Sole 24 Ore — il profilo di Stefano Buono e l'allerta dei revisori su newcleo, agosto 2025.
- EconomyUp — la nascita di newcleo, 31 agosto 2021.
- StartupBusiness — l'aumento di capitale fino a 1 miliardo di euro, 20 marzo 2023.
- World Nuclear News — l'accordo tra newcleo e Oklo (17 ottobre 2025) e l'installazione del Precursor (maggio 2026).
- U.S. Nuclear Regulatory Commission — la pagina sul MOX Fuel Fabrication Facility di Savannah River e la presentazione di newcleo, marzo 2026.
- ANSA — l'approvazione definitiva del disegno di legge sul nucleare, 23 settembre 2026.
- Interviste a Stefano Buono — Made IT Podcast; Otto, la rivista dell'Università di Torino.
- Wikipedia — "Energia nucleare in Italia". it.wikipedia.org
- Wikipedia — "Referendum abrogativi in Italia del 1987". it.wikipedia.org
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